Kepos, il giardino

Blog di un epicureo cinefilo

Archive for the ‘Politica’ Category

De Magistris alle europee con IDV

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E con questo Di Pietro si è giocato il mio voto.

Da un lato, candidare De Magistris, ossia un magistrato che si è reso responsabile di un comportamento assolutamente inopportuno e irresponsabile, è una scelta politica che non posso condividere.

Dall’altro, c’è la scelta di De Magistris di non dimettersi bensì di andare in aspettativa.

Aspettativa significa, per chi non lo sapesse, che il suo posto di lavoro viene conservato.

Il che significa ancora che De Magistris potrebbe tornare a fare il magistrato (anche se a dichiarato di non volerlo fare, motivo in più per cui avrebbe dovuto dimettersi).

E poiché De Magistris è stato colpito da un provvedimento disciplinare che gli impedisce di svolgere nuovamente funzioni requirenti, le sue eventuali future funzioni sarebbero esclusivamente GIUDICANTI.

Ora, poiché il giudice deve essere terzo e imparziale, è evidente che in caso di un suo ritorno, dopo l’esperienza politica, rischierebbe di essere ricusato ogni due per tre. E queste ricusazioni, oltre a costare un sacco di denaro pubblico, favorirebbero inevitabilmente gli imputati, che potrebbero così giocare questa carta per allungare i tempi del processo fino alla scadenza dei termini di prescrizione.

Ma vi è di più.

De Magistris non si candida nelle liste di Forza Italia, bensì in quelle di un partito che fa del senso dell’onestà, della responsabilità, della trasparenza e della coerenza la propria bandiera. Il che mi pare, sinceramente, paradossale.

Lascio ai “grillisti” gli applausi, per quanto mi riguarda la “fase IDV” è ufficialmente conclusa.

Written by meneceo

19 marzo 2009 at 10:32

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Elezioni…

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Risultati-elezioni-2008

Written by meneceo

14 aprile 2008 at 18:26

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Una giornata senza politica

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Potremmo parlare di quiete prima della tempesta, ma la verità è che non ne posso proprio più.

Politica ovunque e comunque, a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Gente completamente alienata, che non rappresenta minimamente la società, continua incessantemente a dire tutto e il contrario di tutto. Autoreferenziale, vacua, grottesca.

Che brutta questa nostra politica!

Written by meneceo

12 aprile 2008 at 19:38

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I cannoli di Cuffaro

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La moglie del ministro di giustizia agli arresti domiciliari, il ministro riceve manifestazioni di solidarietà bipartisan, il ministro si dimette e sottrae il proprio partito alla maggioranza, facendo cadere il governo.

C’è qualcosa che non torna, qualcosa di completamente assurdo.

Per spiegarlo, trovo utile affidarmi a questo editoriale di Giorgio Bocca, pubblicato su L”espresso della scorsa settimana.

Inquisiti per mille latrocini e soprusi, i nuovi padroni sanno che nello sfascio delle istituzioni possono sempre affidarsi ai grandi avvocati per evitare i castighi e conservare l’appoggio dei clienti che partecipano al loro banchetto

Tre nomi, tre personaggi campeggiano nelle cronache politiche e giudiziarie: Clemente Mastella, Salvatore Cuffaro, Silvio Berlusconi. Indagati, processati e magari condannati, ma sempre adulati dai loro clienti e complici di questa dittatura morbida che toglie la gioia di vivere a una metà degli italiani, ma viene spesso appassionatamente difesa dall’altra metà.

Non resta che prender atto che una metà degli italiani, di destra o di sinistra che sia, è ormai legata o rassegnata a questa gestione clientelare della cosa pubblica, che vige in tutti gli uffici della pubblica amministrazione, diciamo in questo modo italiano che le clientele politiche e affaristiche hanno di appropriarsi del pubblico denaro.

Il colpo di grazia alla democrazia è stato l’applauso del parlamento, in tutti i suoi ordini, a Clemente Mastella, che difendeva se stesso e il suo clan e attaccava la magistratura che si era permessa di ricordargli che la legge è uguale per tutti. E quell’applauso spiega come l’attuale classe dirigente politica-manageriale ostenti la più assoluta indifferenza per ciò che va sotto il nome di pubblica opinione.

Stalin redivivo chiederebbe: “Quante divisioni ha la pubblica opinione?”, che potere ha la pubblica opinione di regolare il consumismo anarcoide, il clientelismo avido, la irresponsabilità dei deputati?

Inquisiti per mille latrocini e soprusi, i nuovi padroni sanno che nello sfascio delle istituzioni possono sempre affidarsi agli azzeccagarbugli più abili, ai grandi avvocati per evitare i castighi e per conservare l’appoggio dei clienti che partecipano al loro banchetto. Il male, ora lo vediamo chiaramente, è antico, progressivo e a quel che sembra inevitabile. L’immoralismo dei Craxi e degli Andreotti, lodato e rimpianto da una parte sempre maggiore del ceto dirigente, doveva farci prevedere il peggio. Ho assistito anni fa al processo di Giulio Andreotti sul famoso bacio al padrino Riina, cioè sui suoi rapporti con la mafia. Rapporti noti e addirittura rivendicati come un merito.

Tutti sapevano che la corrente di Andreotti nella Democrazia cristiana era diretta dai mafiosi Ciancimino e Lima e finanziata dai mafiosi cugini Salvo, a cui il ministro scriveva una lettera pubblicata su tutti i giornali: “Vi accusano perché sono invidiosi di voi”. Ero come cronista al processo, quando arrivò da Roma una delegazione democristiana venuta a portare ad Andreotti la solidarietà del partito, composta tra gli altri da Casini e Mastella. Passarono tra i nostri banchi salutando, sorridenti, pimpanti, euforici, come se si celebrasse una vittoria della democrazia e non uno degli spettacoli più sordidi e umilianti per la nazione e la sua storia: la tradizionale assoluzione per insufficienza di prove di un potente protetto dallo Stato complice.

Insieme a Clemente Mastella torna nelle cronache italiche Salvatore Cuffaro, ex presidente della Regione Sicilia. Un tribunale lo ha appena condannato a cinque anni di reclusione per aver avvertito un ‘pezzo da novanta’ siciliano di stare attento ai suoi telefoni, intercettati dai magistrati, ma assolto dall’accusa di complicità con la mafia, una contraddizione in termini spudorata, la stessa usata al processo Andreotti, e il signor Cuffaro, prima di essere costretto a dimettersi, ha festeggiato, offrendo dolci e champagne ai suoi amici.

Intanto Berlusconi deride e accusa i giudici che lo accusano di aver tentato di corrompere alcuni senatori a vita usando i suoi servi nella televisione di Stato. I capiscuola Bettino Craxi e Giulio Andreotti ci avevano avvertiti, ma noi andiamo avanti verso lo sfascio generale.

Written by meneceo

2 febbraio 2008 at 10:57

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Antonio Gramsci

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L’indifferenza è il peso morto della storia. E’ la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall’impresa eroica.

Written by meneceo

6 maggio 2007 at 10:20

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G8: prima condanna per gli abusi della polizia

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Riporto l’unico articolo pubblicato dai media italiani (Repubblica 29.04.07):

G8, CONDANNATO IL MINISTERO

MASSIMO CALANDRI

La prima condanna nei confronti del Ministero dell’Interno per le illecite e gratuite violenze dei suoi poliziotti è arrivata nei giorni scorsi, e cioè circa sei anni dopo la vergogna del G8 genovese. Ma le parole con cui il giudice istruttore Angela Latella ha motivato la sua decisione rinfrescano la memoria.

Ricordando a tutti che quelle cariche sanguinarie,quelle teste rotte a manganellate, quei lacrimogeni sparati contro le persone inermi, non erano frutto dell’iniziativa isolata o dell’autonomo eccesso di qualche agente. Facevano invece parte di un più ampio disegno -così come le menzogne raccontate più tardi per coprire le nefandezze – , che rappresenta una delle pagine più buie nella storia della Polizia di Stato.

Il tribunale del capoluogo ligure ha dato ragione a Marina Spaccini, pediatra cinquantenne di origine triestina, pacifista che per quattro anni ha lavorato in due ospedali missionari del Kenia. Alle due del pomeriggio del 20 luglio, era il 2001, venne pestata a sangue in via Assarotti. Partecipava alla manifestazione della Rete Lilliput, era tra quelli che alzava in alto le mani dipinte di bianco urlando: “Non violenza!”.

Gli agenti e i loro capi avrebbero poi raccontato che stavano dando la caccia ad un gruppo di Black Bloc, che c’era una gran confusione e qualcuno tirava contro di loro le molotov, che non era possibile distinguere tra “buoni” e “cattivi”: bugie smascherate nel corso del processo, come sottolineato dal giudice. I cattivi c’erano per davvero, ed erano i poliziotti che a bastonate aprirono una vasta ferita sulla fronte della pediatra triestina. Dal momento che quegli agenti, come in buona parte degli episodi legati al vertice, non sono stati identificati, Angela Latella ha deciso di condannare il Ministero dell’Interno. La cifra che verrà pagata a Marina Spaccini non è certo clamorosa – cinquemila euro tra invalidità, danni morali ed esistenziali – , ma il punto è evidentemente un altro.

«Se risulta chiaramente che la Spaccini sia stata oggetto di un atto di violenza da parte di un appartenente alle forze di polizia – scrive il giudice – , non si può neppure porre in dubbio che non si sia trattato né di un’iniziativa isolata, di un qualche autonomo eccesso da parte di qualche agente, né di un fatale inconveniente durante una legittima operazione di polizia volta e riportare l’ordine pubblico gravemente messo in pericolo».

Perché l’intervento della polizia non fu «legittimo», è ormai abbastanza chiaro. Lo hanno confermato i testimoni e in un certo senso gli stessi poliziotti e funzionari, con le loro contraddizioni: «Gli aggressori erano diverse decine; l’ordine era di caricarli, disperderli ed arrestarli», hanno detto, interrogati. Ma poi risulta che furono arrestati solo due ragazzi (non feriti), la cui posizione fu in seguito peraltro archiviata. La pacifista era assistita dagli avvocati Alessandra Ballerini e Marco Vano. Il giudice ha sottolineato come fotografie e filmati portati in aula «siano stati illuminanti»: «Si vedono ammanettare persone vestite normalmente; più poliziotti colpire con i manganelli una persona a terra, inerme. La stessa Spaccini è una persona di cinquant’anni, di cui giustamente si sottolinea l’aspetto mite». E poi, le testimonianze come quella di una signora settantenne che parla di una «manifestazione assolutamente pacifica e allegra» e di aver quindi visto agenti «bastonare ferocemente persone con le mani alzate ed inermi come lei». Marina Spaccini ha accolto il giudizio con un sorriso: «Era semplicemente quello che attendevo da sei anni. Giustizia».

Il neretto è ovviamente mio.

E sta a sottolineare due elementi su cui insisto da tempo: da un lato, la necessità – evidenziata da Amnesty International nel suo rapporto del 2006 – che tutti gli agenti delle forze dell’ordine siano sempre identificabili (ad esempio attraverso un numero di matricola chiaramente esposto sulla divisa); dall’altro, la certezza – inquietante – del disegno politico attuato tramite la gestione criminale delle manifestazioni di Genova e, prima ancora, di Napoli.

Written by meneceo

5 maggio 2007 at 13:45

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Il disegno di legge “criminale” Gentiloni

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telly.jpgIl ddl Gentiloni, lungi dallo stravolgere – come credo la maggioranza degli italiani desidererebbe – gli attuali assetti televisivi, si limita, in sostanza, a porre un freno alla raccolta pubblicitaria operata da Mediaset, ritenendo giustamente che in questo modo possa darsi ad altri la possibilità di emergere nel settore. Leggi il seguito di questo post »

Written by meneceo

27 gennaio 2007 at 11:22

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