Kepos, il giardino

Blog di un epicureo cinefilo

Costa Filietto

with one comment

In questa bella giornata di fine settembre, bluenote, stegg e il sottoscritto si sono recati in pellegrinaggio eno-gastronomico nel piacentino, e precisamente a Costa di Mezzano Scotti, sede del ristorante “Filietto“.

Il pellegrinaggio aveva in realtà chiari intenti scientifici: si trattava di sperimentare, con metodo galileiano, se il suddetto ristorante meritasse effettivamente i quattro zamponi d’oro attribuiti dalla benemerita Confraternita dei Grass.

Per condurre con serietà l’esperimento, abbiamo deciso di non farci mancare nulla.

Abbiamo dunque cominciato con un antipasto misto di salumi nostrani, accompagnato da gnocco fritto. Menzione d’onore per la pancetta (“metafisica”, secondo bluenote), che si scioglieva letteralmente in bocca. Altra nota di merito per lo gnocco: fritto sì, ma leggero e croccante.

Tris di primi, tutti particolarmente riusciti: maccheroni alla bobbiese (fatti a mano con l’ago da maglia), pisarei coi fagioli e tortelli alla ricotta e verdure (che bluenote e stegg spergiurano meritassero la coppa campioni).

Secondi: controfiletto di vitello con patate per il sottoscritto, brasato per bluenote, anatra al pompelmo rosa per stegg.

Dolci: crostata alla marmellata (rigorosamente casalinga) per me, crema catalana per stegg e bluenote. Gli esperti avrebbero gradito un passaggio della crema nel forno più incisivo.

Tutto il pasto è stato accompagnato da del fenomenale Gutturnio fermo da 12,5%, prodotto dagli stessi proprietari del ristorante Filietto. In tre non abbiamo incontrato difficoltà nel farne magicamente scomparire un litro e mezzo.

Sigillando l’esperienza mistica con caffé ed ammazzacaffé rituali, abbiamo pagato circa 30 euro a testa.

Il nostro unanime verdetto ha pienamente confermato i quattro zamponi d’oro.

Nel pomeriggio, o per meglio dire in serata (il pranzo è durato un’ora e cinquanta minuti), rosi dai sensi di colpa, abbiamo rotolat… ehm passeggiato per Bobbio, visitando l’abbazia di San Colombano, col suo mosaico longobardo illuminato a pagamento (“inserire una moneta da 50 centesimi – le altre non vanno bene – per l’illuminazione” ) e la Cattedrale.

:gnam:

Annunci

Written by meneceo

23 settembre 2006 a 14:41

Pubblicato su Daybyday

Una Risposta

Subscribe to comments with RSS.

  1. quattro zamponi d’oro non sono pochi, quanto al gutturnio fermo non abbiamo incertezze, fermo o frizzante è sempre buono

    Gutturnio

    27 luglio 2010 at 15:25


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: