Kepos, il giardino

Blog di un epicureo cinefilo

L’Adda delle vecchie centrali

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Itinerario ciclabile alla scoperta delle centrali idroelettriche sul fiume Adda.

Se il Ticino è il fiume dei boschi, dei vasti ghiareti e dei mille bracci che divagano per il suo letto, l’Adda, almeno nel tratto interessato dal Parco Naturale Regionale dell’Adda Nord (7.400 ettari di superficie), è l’impetuoso fiume vallivo, che concentra le sue acque e la sua potenza in un unico corso poderoso. A valle di Paderno, dove la corrente si rompe con fragore contro le strette rocciose, si crea uno spettacolo molto suggestivo, tanto che persino il grande Leonardo ne fu ammaliato e lo volle immortalare in dipinti famosi, come la Vergine delle Rocce. Proprio di questa forza del fiume hanno sempre avuto necessità gli uomini.

Ecco perchè lungo l’itinerario troviamo notevoli esempi di centrali idroelettriche, tuttora funzionanti, sorte lungo l’Adda un secolo fa, ai primordi dell’industrializzazione.

Se le centrali sono ancora attive, i canali, un tempo affollati di barconi in viaggio tra il Po, il lago di Como e Milano, servono solo ormai all’irrigazione. Le chiuse del naviglio di Paderno, che superava il dislivello delle rapide dell’Adda tagliando la roccia della sponda destra, nel tratto finale sono ormai interrate, ma resta la comodissima via alzaia, da percorrere in bicicletta a ritroso nella corrente e nella storia.

Questo itinerario ciclistico è uno dei più belli del Parco Adda Nord, sia per la presenza del fiume, che passa tra rive coperte di boschi e affronta tratti a regime torrentizio e tratti placidi con ambiente palustre, sia per le numerose testimonianze di archeologia industriale che si susseguono lungo la sponda.

A parte una digressione a Paderno, su strade di campagna poco battute, l’intero itinerario si svolge lungo il fiume sulla via alzaia riservata a ciclisti e pedoni.

Se si esclude la ripida salita di Paderno, non ci sono difficoltà. si potrebbe usare anche una bici senza cambio, ma consigliamo comunque di utilizzare una buona bici da turismo o una mountain-bike.

Il punto di partenza e di arrivo è Trezzo d’Adda.

Trezzo d’Adda si raggiunge facilmente in auto da Milano con l’autostrada A4 per Venezia, uscita di Trezzo. Dal casello si gira sempre a sinistra seguendo le indicazioni che conducono al Santuario di Concesa.

Usciti dall’ottocentesca villa Gina, sede del parco Adda Nord, si gira subito a sinistra in una via pedonale che scende ripida al santuario. Da qui si prende la via alzaia che risale il corso dell’Adda e tocca l’incile del naviglio della Martesana.

Oltre il ponte dell’autostrada, si raggiunge quello di Trezzo, dove è necessario abbandonare la via alzaia, che poco più avanti è chiusa per lavori, poi salire a sinistra per una ripida via a tornanti che torna nel paese e conduce fino al Castello di Trezzo.

Usciti dal parco del castello, si imbocca a destra via Barnabò Visconti che scende sulla sponda dell’Adda presso la centrale idroelettrica Taccani del 1906 (punto ristoro e noleggio biciclette).

Si continua a risalire il corso del fiume per una comoda pista ciclopedonale sterrata, e si arriva alla centrale Esterle (1914).

Poco oltre sfocia nell’Adda il naviglio di Paderno, che si costeggia su strada asfaltata fino alla centrale Bertini (1898 ), all’origine destinata a produrre energia per la rete tramviaria della città di Milano.

Qui si passa il naviglio, proseguendo per un tratto fra quest’ultimo e l’Adda per poi tornare a seguire la sponda orografica destra del naviglio che si discosta dal fiume e raggiunge il santuario di S. Maria della Rocchetta, risalente al 1389. Poco oltre il santuario, un sentiero a sinistra permette di raggiungere a piedi un notevole punto panoramico sulle rapide dell’Adda. si continua raggiungendo la diga vecchia di Paderno e l’incile del naviglio omonimo. Qui si trova la chiesetta di S. Maria Addolorata, punto di informazioni delle guardie ecologiche del parco Adda Nord (aperto la domenica).

Si passa sotto il ponte in ferro di Paderno e, presso l’imbocco del canale della centrale Esterle, si gira a sinistra salendo per una ripida strada asfaltata che conduce a Paderno.

Raggiunta la chiesetta degli alpini, costruita come ringraziamento per la scampata pestilenza del 1630, si imbocca a destra via Airoldi e quindi via Marconi, la prima a sinistra, che scavalca la ferrovia e termina ad un semaforo. Si prosegue diritto nella strada Fornace e poco dopo compare sulla sinistra cascina Assunta, singolare esempio di architettura rurale di fine secolo. Continuando per strada Fornace, si ginge ad un incrocio a T dove si va a sinistra per raggiungere Porto d’Adda.

Qui, davanti alla chiesa, si gira a sinistra in via 25 Aprile e si scende fino a Porto Inferiore.

Qui la strada si fa sterrata e in un lungo rettilineo raggiunge la centrale Esterle e la sponda dell’Adda, che si percorre a ritroso fino al punto di partenza.

(Articolo originariamente scritto per e pubblicato su La Gazzetta della Martesana.)

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Written by meneceo

29 agosto 2006 a 16:39

Pubblicato su Itinerari

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